Descrizione dell’episodio
La spesa effettiva per gli investimenti pubblici resta la grande assente nel Pnrr italiano. Il Governo, numeri delle aggiudicazioni alla mano, ha voluto sottolineare l idea che l accelerazione sia vicina. Ma il censimento dettagliato dalla versione integrale della relazione semestrale, trasmessa ieri in bozza da Palazzo Chigi ai partecipanti alla cabina di regia di martedì, conferma che al momento i livelli rimangono bassissimi, soprattutto quando dal conto si escludono i meccanismi automatici come quelli per il superbonus e l innovazione delle imprese. I crediti d imposta sono ancora, infatti, ampiamente maggioritari nel complesso dei 51,36 miliardi di pagamenti reali registrati a fine giugno.Questa cifra rappresenta il 31% della dotazione (169,79 miliardi su 194,4 totali del Piano) delle misure sinora attivate, ma quando ci si concentra sugli investimenti tramite gara il tasso di avanzamento finanziario scende al 21 per cento. In pratica, a fine giugno, sono stati spesi oltre 28 miliardi in crediti d imposta e solo 23 miliardi nelle gare (su un totale di progetti attivati di 122 miliardi, il 91% degli importi assegnati). Il doppio ritmo è evidente guardando alla performance del ministero dell Ambiente: nei dati complessivi il dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin svetta con un avanzamento finanziario del 46%, avendo speso 14 miliardi sui 31 per misure attivate. Ma la percentuale crolla al 4% se si osservano gli investimenti da attuare tramite gara, per i quali la spesa fin qui si ferma a soli 390 milioni su 10,38 miliardi. A gonfiare il dato generale, sono i crediti d imposta dei bonus edilizi, mentre i filoni legati per esempio all impiantistica sull economia circolare procedono al rallentatore. Un disallineamento simile si incontra nei numeri del ministero delle Imprese, titolare dei piani Transizione 4.0 e 5.0, che vanta un 75% come rapporto tra spesa effettiva su progetti attivati (14 miliardi su 18,78) che scende al 22% spostando